aprile, 2020

28aprtutto il giorno30IL CANTO DI ULISSE

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Compagnia Diritto e Rovescio

IL CANTO DI ULISSE

da testi di Primo Levi

con
Roberto Herlitzka e Gianluigi Fogacci

musiche eseguite dal vivo da
Alessandro Di Carlo clarinetto
Alberto Caponi violino

cura registica Teresa Pedroni
aiuto regia Elena Stabile
assistente alla regia Pamela Parafioriti
disegno luci Valerio Modesti

Reading-concerto da L’ultimo Natale di guerra e Se questo è un uomo di Primo Levi

Nel mio scrivere, nel bene o nel male, sapendolo o no, ho sempre teso a un trapasso dall’oscuro al chiaro, come (mi pare che lo abbia detto Pirandello, non ricordo più dove) potrebbe fare una pompa-filtro, che aspira acqua torbida e la espelle decantata: magari sterile.
Primo Levi

In occasione del Centenario della nascita di Primo Levi la Compagnia Diritto e Rovescio per rendergli omaggio crea lo spettacolo “Il canto di Ulisse”, testi tratti da “L’ultimo Natale di guerra ”e dal suo capolavoro “Se questo è un uomo: Il canto di Ulisse” con la preziosa interpretazione di un grande attore come Roberto Herlitzka, accompagnato da Gianluigi Fogacci e dai musicisti Alessandro Di Carlo al clarinetto e Alberto Caponi al violino, a cura di Teresa Pedroni. Lo spettacolo ha debuttato al festival di Todi il 31 agosto 2019 riscuotendo una grande successo di critica e di pubblico.

L’ultimo Natale di guerra è una raccolta di vari racconti “dispersi”, scritti da Primo Levi tra il 1977 e il 1987 per diversi giornali-riviste, editi postumi. Il canto di Ulisse è in “Se questo è un uomo” l’episodio in cui più intensamente e consapevolmente vediamo i personaggi elevarsi al di sopra dell’atmosfera del lager, i versi di Dante hanno il potere di evocare il mondo fuori dal lager, spazi aperti, orizzonti sterminati, mari e montagne familiari. Ulisse è l’uomo che esprime una delle sue aspirazioni più alte, il desiderio di conoscenza: «Considerate la vostra semenza: / Fatti non foste a viver come bruti, / Ma per seguir virtute e conoscenza». Noi abbiamo immaginato un viaggio dove il protagonista Primo Levi racconta momenti del suo vissuto tragico nel lager con una grande limpidezza animati da un grande sentimento di pietas per tutti i suoi compagni,” i sommersi”. Frammenti di ricordi di vita del lager, vissuta con quel 174517 marchiato sull’avambraccio sinistro, vita di cui Primo Levi si è reso testimone con la sua opera letteraria per salvare la memoria di tutta l’umanità dal “Male”: ricordare per noi non dev’essere solo uno strumento culturale, ma un dovere morale: in questo momento storico più che mai.

28 aprile  30 aprile 2020

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