dicembre, 2019

13dic(dic 13)0:0015(dic 15)23:59ZHIVAGO STORY

Dettagli

Parmidia presenta

Pietro Pignatelli

in

ZHIVAGO STORY

Il libro che non doveva essere scritto
Scritto e diretto da Angelo Ruta

Musiche originali Angelo Giovagnoli
Scene Ivan Paradisi
Progetto grafico Raffaele Mirarchi
Responsabile Tour / Segreteria di Produzione Andrea Bianchi

Nel 1955 uno scrittore russo ormai vecchio e isolato conclude il romanzo storico cui ha dedicato le energie degli ultimi dieci anni: il suo nome è Boris Pasternak e il titolo del romanzo Il dottor
Živago. L’opera viene però rifiutata dall’Unione degli Scrittori, che non può permettere la pubblicazione di un libro dove si mette in discussione così apertamente il modello sovietico.
Nello stesso ’55, in Italia, un giovane di famiglia aristocratica ma di credo comunista decide di fondare una Casa Editrice. Il suo nome è Giangiacomo Feltrinelli. È lui che offrirà a Pasternak la
possibilità di pubblicare il libro, sfidando il potere sovietico e l’ingerenza dei servizi segreti, che tenteranno di fermarlo in ogni modo.
Attraverso le lettere tra autore ed editore (che non si conosceranno mai), la documentazione disponibile e un’accurata ricerca storica vengono ricostruite le fasi che portarono alla stampa di
questo capolavoro. Oltre a vederne riflessi, nei personaggi principali, l’autore e la sua musa ispiratrice Olga, che pagherà coi lavori forzati il suo amore per lui.
Il dottor Živago diventa subito un caso editoriale. L’immediata fortuna e la rapida traduzione in altri Paesi scatenano una campagna di aggressione contro il suo autore. Questo muove la CIA a
pubblicare clandestinamente il libro anche in lingua originale: non solo per farlo circolare tra dissidenti ed esuli russi, ma anche per candidare l’autore al Premio Nobel. Premio che riceve ma a
cui, suo malgrado, dovrà rinunciare. Per Pasternak Il dottor Živago è un riscatto dopo una vita passata nell’ombra; per Feltrinelli una rivincita nei confronti del PCI, che non l’;ha mai accettato del tutto a causa della sua estrazione sociale e del suo censo.
 
 
Note d’autore
È un viaggio musicale visionario quello che accompagna l’azione scenica di “Zhivago Story”.
Dalle atmosfere intime del tema per solo piano ai colori e alla forza poetica dell’orchestra, legata ai momenti della memoria.
Sullo sfondo, il mondo fantasmagorico di Skrjabin, le cui ombre si allungano sulla Russia a cavallo tra due secoli e sui sogni del giovane Pasternak.
L’uso della citazione e di una strumentazione inusuale rafforzano la tessitura originale scritta per questo testo.
 
Note di regia
Da dove cominciare per raccontare le vicissitudini che portarono alla pubblicazione di un libro come “Il dottor Zhivago”? E soprattutto “come” raccontare questa storia, dal momento
che è così rocambolesca da non sembrare neanche vera? Meglio dire “perché” raccontarla: perché “Il dottor Zhivago” rappresenta un caso emblematico dell’urgenza di esprimersi, dellìincontrollabile necessità di far sentire agli altri la propria voce.
Sulla scena, un solo attore incarna tutti i personaggi, accompagnato da una curiosa macchina scenica, una sorta di “scatola delle meraviglie” capace di simulare luoghi e suoni
della memoria. È questo il caso di confidare nella potente carica evocativa di certe immagini o di certa musica nel trasportarci altrove; tanto più che l’altrove è un passato
recente già radicato in ciascuno di noi, fatto di foto in bianco e nero, di storiche collane di libri, di film entrati nell’immaginario collettivo.
L’azione restituisce l’accelerazione del testo, che vede precipitare la situazione quando passa da un fatto privato, la redazione del manoscritto, a un affare di Stato. Siamo negli
anni ’50 del secolo scorso, nel pieno della Guerra Fredda: Unione Sovietica e Stati Uniti portano la tensione a un livello altissimo, tanto che per impedire la pubblicazione del libro
vengono coinvolti i più alti gradi della politica, della diplomazia e dei servizi segreti di diversi Paesi.
Eppure questa storia lascia intatta l’anima dei due protagonisti, Pasternak e Feltrinelli, che sono stati in grado di pubblicare il manoscritto così come era stato pensato, senza
omissioni e senza censure, cioè senza tradirlo.

 

13 dicembre  15 dicembre 2019

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